Roba da matti! Speciale Basaglia

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N. 4/2026 (anno II)

La cecità dell’etica per l’I.A. di guerra – Recensione di “Codice di guerra” di Mariarosaria Taddeo

L’inferno è la metafora corretta per descrivere la guerra? Michael Walzer si oppone alla validità di questa analogia nel libro del 1977 che ha riformulato la «teoria della guerra giusta» in termini graditi alla filosofia anglofona; o almeno, respinge la convinzione che l’ostilità debba sfociare in una condizione di violenza senza limiti.

N. 4/2026 (anno II)

La lingua come arma. E noi come bersaglio

Dal Covid a Gaza, il potere ha riscritto la realtà attraverso il linguaggio. Disinformazione è verità, controllo è sicurezza, aggressione è autodifesa: la neolingua che prepara alla guerra.

N. 4/2026 (anno II)

Dark Ecology – Un’ecologia che rinnega la Natura

Non basta più fornire «pubbliche relazioni migliori» alla scienza o studiarne le conseguenze. C’è un pensiero nuovo sulla soglia che chiede di interagire attivamente con la scienza.

N. 3/2026 (anno II)

Mangiare con la mente: gastrofisica e food design tra percezione, esperienza e responsabilità

La gastrofisica, disciplina che studia il modo in cui i sensi e i processi cognitivi influenzano la percezione del cibo, sta progressivamente ridefinendo il concetto stesso di esperienza gastronomica. Cerchiamo di esplorare il dialogo tra gastrofisica e food design, evidenziando come il gusto non sia un dato oggettivo ma il risultato di una complessa interazione tra stimoli sensoriali, contesto, aspettative e significati simbolici.

N. 3/2026 (anno II)

La svalutazione delle competenze. Le responsabilità di scienziati e giornalisti.

Da molto tempo si parla di “crisi delle competenze”. Con questa espressione si intende la tendenza a non dare sufficiente credito e importanza al parere degli esperti, dei tecnici, degli scienziati, dei possessori di conoscenze specifiche. In sostanza, delle persone competenti. Vi è, quindi, in atto una sorta di delegittimazione dell’autorità intellettuale.

N. 3/2026 (anno II)

Il mito del tè come seconda merce globale più venduta dopo il petrolio: il potere di un mito commerciale, simbolico e poetico.

Il tè vanta una storia profondamente radicata nella civiltà umana. L’infusione derivata dalle foglie di Camellia sinensis, dal  2700 a.C, si è imposta come bevanda globale, risultando oggi la più consumata al mondo, dopo l’acqua.  È diffuso anche un altro primato associato al tè: che sia la seconda merce fisica più commercializzata al mondo dopo il petrolio.

N. 2/2026 (anno II)

Gli scienziati e le armi

Sgombriamo il terreno da incomprensioni: la Scienza non è né per la pace né per la guerra, né per né contro le armi. La scienza indaga sulle leggi della natura. [...] Tuttavia, se la scienza è neutra rispetto ai “valori”, diversa è la situazione per gli scienziati; alcuni di essi non si limitano a decifrare la natura, ma lavorano alla produzione di nuove armi, diventano consiglieri dei militari o dei politici.

N. 2/2026 (anno II)

Come funziona la propaganda israeliana (e come smontarla con Freud)

Nella costruzione delle menzogne c’è una legge ferrea: più l’accusa è infamante, più probabilmente è una proiezione. Una regola che vale nel linguaggio della politica – soprattutto in guerra – dove le parole non descrivono la realtà: spesso la capovolgono.

N. 2/2026 (anno II)

Lo spettro russo e la cecità dell’Europa – Uno scritto di Edgar Morin

Insensibilmente l’arma nucleare è divenuta un pericolo presente e suscita dibattiti apparentemente sereni, alcuni dei quali assicurano tranquillamente che la terza guerra mondiale è già cominciata, come se non si trattasse di una catastrofe dantesca.

N. 1/2026 (anno II)

Perché una scienziata non è (automaticamente) un’esperta di scienza

E’ abbastanza comune, nei mass media di ogni genere, chiedere alle scienziate un parere sulla scienza: come funziona, quali siano le sue dinamiche interne, come si produce un risultato scientifico. Sicuramente esse sanno un sacco di cose sulla pratica scientifica. Ma sapere un sacco di cose le fa automaticamente assurgere ad esperte?

N. 1/2026 (anno II)

Tra plasticità, adattamento e impalcature “ostili”: un modello integrato della biologia ecologica per affrontare le sfide tecnologiche contemporanee

La pervasività delle tecnologie digitali, dell'intelligenza artificiale e delle infrastrutture algoritmiche sta riconfigurando profondamente i processi cognitivi, le norme sociali e i framework etici della società contemporanea. Questa trasformazione richiede nuovi strumenti concettuali per comprendere le dinamiche di interazione tra organismi umani e ambienti tecnologici, come la Teoria della Costruzione della Nicchia (NCT).

N. 1/2026 (anno II)

Majorana, Heisenberg, Sciascia e Brecht – Un fil rouge tra storia e immaginario

Intorno alla realizzazione delle due bombe atomiche americane, girano tutti i più rilevanti nomi della fisica e della chimica dell’inizio del XX secolo. Alcuni di questi nomi, però, popolano un quadro che si sviluppa tra reale, ipotetico e immaginario, a cavallo tra scienze, storia e letteratura.

N. 34/2025 (anno I)

L’etica dei fisici sulle armi nucleari – Terza parte

Nel suo primo articolo pubblicato da Controversie, Antonino Drago ha delineato come la bomba atomica abbia cambiato l’approccio degli scienziati in generale ai problemi morali ed etici che il loro lavoro può comportare.

N. 34/2025 (anno I)

La santificazione di Hiroshima – Un pensiero di Alvin Weinberg, fisico del XX secolo

Alvin M. Weinberg fu un fisico statunitense e collaborò al Progetto Manhattan con la realizzazione del primo reattore nucleare insieme ad E. Fermi, all’Università di Chicago.

N. 34/2025 (anno I)

Nella lacrima di Lucifero: amore, guerra e il paradosso della libertà

Quando Caravaggio dipinge Amor vincit omnia, non dipinge un semplice trionfo dell’amore. Dipinge un paradosso. Quel giovane Cupido, nudo e sorridente, che domina il mondo dalle sue ali scure, mette in scena l’ambiguità originaria del desiderio.

N. 33/2025 (anno I)

Nobel per la Fisica 2025 – Un premio antropocentrico ed economicista?

La meccanica quantistica “permette” a una particella di attraversare direttamente una barriera, utilizzando un processo chiamato tunnelling. Non appena sono coinvolti un gran numero di particelle, gli effetti quantistici di solito diventano insignificanti.

N. 33/2025 (anno I)

L’etica dei fisici sulle armi nucleari – Seconda parte

Consideriamo ora la risposta etica dei fisici (principalmente gruppi di fisici) che, secondo la loro etica autosufficiente, si sentivano responsabili delle novità storiche.

N. 33/2025 (anno I)

La dottrina di Palantir – “La repubblica tecnologica” di Karp e Zamiska

Alex Karp ha costruito il libro sull’ideologia di Palantir nello stesso modo in cui monta le sue macchine: la veste corrisponde al canone in voga, ma il contenuto è un ordigno pericoloso, che deflagra quando viene raggiunto il target.

N. 32/2025 (anno I)

L’etica dei fisici sulle armi nucleari – Prima parte

Questo articolo ci è stato gentilmente concesso da Antonino Drago, Professore Ordinario di Storia della Fisica (in pensione) presso l’Università Federico II di Napoli, membro della rete Transcend di Galtung e primo presidente del Comitato ministeriale per la Difesa civile non armata e nonviolenta. Nel suo percorso, il professor Drago analizza il rapporto tra i fisici e l'etica, prima e dopo "la bomba", e i diversi atteggiamenti e strategie che i fisici hanno adottato - e ancora adottano - di fronte ai problemi etici che il lavoro può generare. Pubblichiamo l'articolo in tre "puntate", l'ultima delle quali uscirà i concomitanza ad un seminario, organizzato da Controversie, in cui interverrà lo stesso professor Drago.

N. 32/2025 (anno I)

Recensione di “Oltre la tecnofobia, il digitale dalle neuroscienze all’educazione” – Quarta parte

Dopo una sintetica recensione del libro Oltre la Tecnofobia, una critica al concetto di onlife e della rimozione dell’infanzia, la disamina del concetto di dipendenza da internet e l’idea pedagogica che sia vietato vietare

N. 32/2025 (anno I)

Il vero frutto della COP30: il fondo per la salvaguardia delle foreste

Non era difficile immaginare come sarebbe andata a finire la COP30. È andata come le riunioni degli anni precedenti: dichiarazioni finali con impegni generici e non cogenti sulla riduzione dell’uso dei combustibili fossili. Tuttavia, se il TFFF (fondo per la difesa delle foreste, Tropical Forests Forever Facility) si rivelerà uno strumento efficiente e giusto, potremo dire che la COP30 sarà stata molto più utile di quanto sia sembrato a fine lavori

N. 31/2025 (anno I)

La cultura occidentale non è mai esistita – L’alba di tutto di Graeber e Wengrow

Esistono libri di intelligenza contagiosa, in cui l’audacia delle tesi e la felicità dell’argomentazione sembrano poter contaminare anche il lettore, e promettere un futuro meno assopito nell’inerzia dei pregiudizi e della noia accademica.

N. 31/2025 (anno I)

A confronto con il pensiero di Platone: la memoria e la sua corruzione nell’era digitale.

A giugno di quest’anno Controversie ha organizzato un seminario in forma di tavola rotonda sul tema dell’ontologia dell'intelligenza Artificiale. Durante il dibattito è emersa la possibilità che i grandi modelli linguistici (LLM) si possano affermare come una sorta di bibliotecario con pretese di universalità.

N. 31/2025 (anno I)

La costruzione sociale e letteraria dell’animalità – Flush, una biografia di Virginia Woolf

Virginia Woolf fa parlare Flush, un cane, un animale non umano, in un modo che si manifesta ad una distanza davvero minima dall’umano, in cui si riscontrano una corporeità fortemente antropomorfa e delle forme di intelligenza che ricalcano, almeno in parte, lo schema delle intelligenze multiple: l’intelligenza sociale, quella mappale, la pragmatica, la mimetica.

N. 30/2025 (anno I)

La sensibilità di Gaia – Gli aspetti controversi dell’“ambientalismo scientifico” 

Come molti sanno, l'ipotesi Gaia è stata formulata per la prima volta dallo scienziato inglese James Lovelock nel 1979, nel libro Gaia. A New Look at Life on Earth e co-sviluppata dalla microbiologa Lynn Margulis negli anni Settanta.

N. 30/2025 (anno I)

Sono diventato Morte, il distruttore di mondi

Quando J. Robert Oppenheimer, padre della bomba atomica, vide esplodere il primo ordigno nucleare nel deserto del New Mexico il 16 luglio 1945, non esultò. Non parlò di successo, né di trionfo. Pensò invece a un verso antico della Bhagavad Gita: “Sono diventato Morte, il distruttore di mondi.”

N. 30/2025 (anno I)

Recensione di Oltre la tecnofobia, il digitale dalle neuroscienze all’educazione – Terza parte

Dopo avere esaminato alcuni limiti del libro Oltre la Tecnofobia, arriviamo adesso ai punti nodali del libro, le implicazioni cliniche e pedagogiche dei disagi sociali provocati dall’uso precoce e prolungato degli schermi.

N. 29/2025 (anno I)

Recensione di Oltre la tecnofobia, il digitale dalle neuroscienze all’educazione – Seconda parte

Dopo una sintetica recensione del libro Oltre la Tecnofobia, Simone Lanza continua a confrontarsi con le tesi degli autori, e inizia – con questo secondo passo - il suo ragionamento analitico messa in discussione dell'onlife e della adultizzazione dell’infanzia come effetto mediatico anziché come dato naturale.

N. 29/2025 (anno I)

Perché parlare su Controversie del Nobel per l’Economia 2025?

Ci sono almeno due buone ragioni: la prima è che l'economia pretende – e ci riesce - di essere considerata una scienza. E, in quanto scienza, di poter descrivere dei fenomeni, di saperli spiegare e di generare teorie in grado di predire con buona approssimazione come evolveranno i fenomeni di cui si occupa.

N. 29/2025 (anno I)

Medico oppure (soltanto) laureato in medicina? – Una questione (solo apparentemente) banale

Paolo Giordano, noto scrittore, giornalista, editorialista, nel 2006 si laurea in fisica all’Università di Torino. L’anno successivo inizia un dottorato di ricerca in fisica delle particelle, che consegue nel 2010. Tra il 2007 e il 2008 pubblica Parallelamente all’inizio (1° novembre 2007) del dottorato, il 25 gennaio 2008 pubblica almeno 3 articoli scientifici e il suo primo romanzo (La solitudine dei numeri primi). Sarà l’inizio di una brillante carriera di scrittore. Si può dire che Paolo Giordano è un fisico?

N. 28/2025 (anno I)

La concezione tecnologica del vivente: dalla partenogenesi artificiale alla biologia sintetica – Seconda parte

Passiamo ora alla seconda coordinata: codificare. Non c’è dubbio che le scienze della vita contemporanee siano ormai inseparabili dall’informatica: oggi non si fa biologia senza calcolatori elettronici.

N. 28/2025 (anno I)

La lotta per la bellezza – Un testo di P.P. Pasolini commentato da T. Muzzioli

Non sappiamo se “la bellezza salverà il mondo”, come si sente ripetere ultimamente con una retorica abbastanza stucchevole (e ipocrita). Certo è che nel mondo attuale la produzione di bruttezza va in uno con l’inarrestabile e insensata “crescita”.

N. 28/2025 (anno I)

Il caso Sinner, l’eterna distanza tra intellettuali e sentire popolare

Poche settimane fa ho scoperto del tutto casualmente l’esistenza di un piccolo libro dal titolo “Effetto Sinner” e sottotitolo “Consumi responsabili e nuovo made in Italy oltre lo sport”. Libro scritto da due docenti di marketing presso la Luiss di Roma, Cesare Amatuelli e Matteo De Angelis.

N. 27/2025 (anno I)

La concezione tecnologica del vivente: dalla partenogenesi artificiale alla biologia sintetica – Prima parte

Nel corso della storia della biologia sono emerse diverse concezioni su cosa sia un essere vivente. Ci si è spesso chiesti come distinguere ciò che è vivo da ciò che non lo è, da cosa è composta la materia vivente, come è organizzata e da dove deriva questa organizzazione.

N. 27/2025 (anno I)

L’orologio dell’apocalisse e il pericolo della guerra atomica

ll Bulletin of the Atomic Scientists è stato  fondato nel 1945, dopo il bombardamento atomico di Hiroshima e Nagasaki, da scienziati che avevano contribuito a sviluppare le prime armi atomiche nel Progetto Manhattan. Obiettivo: informare sui pericoli di una guerra atomica e descriverne il rischio, con l’Orologio dell’apocalisse, orologio metaforico che misura il pericolo di un’ipotetica fine del mondo.

N. 27/2025 (anno I)

Recensione di Oltre la tecnofobia, il digitale dalle neuroscienze all’educazione – Prima parte

Il saggio di Vittorio Gallese, Stefano Moriggi, Pier Cesare Rivoltella si scaglia contro la tecnofobia, figlia di una lunga tradizione storica che ha visto demonizzare ogni rivoluzione tecnologica “dall’invenzione del fuoco agli smartphone”, dalla scrittura alfabetica alla fotografia, dal cinema alla televisione, fino all’attuale panico morale.

N. 26/2025 (anno I)

Sorpresa! I lupi mangiano altri animali.

Sorpresa! i lupi mangiano altri animali. Chi l’avrebbe mai detto? Nelle ultime settimane, i media parlano molto della presenza di lupi in zone di campagna e di montagna e – a volte – in zone periferiche di alcune città. Il pretesto, il catalizzatore dell’attenzione mediatica, è sempre lo stesso: l’avvistamento.

N. 26/2025 (anno I)

Il sesso controverso delle atlete – Criteri di partecipazione alle gare

La World Athletics ha annunciato un nuovo criterio per definire chi può partecipare, come femmina, alle massime gare nella categoria femminile. Ricostruiamo i tentativi fatti, dagli anni '60, per stabilire un criterio di distinzione tra maschio e femmina nell’atletica.

N. 26/2025 (anno I)

Le relazioni sentimentali nella scienza – Evitarle o far finta di nulla?

Il 2 settembre i giornali hanno battuto la notizia che Nestlé ha licenziato l’amministratore delegato Laurent Freixe, da quasi quarant’anni nella multinazionale, dopo che è emersa una sua relazione sentimentale non dichiarata con una diretta dipendente. 

N. 25/2025 (anno I)

Intelligenza Artificiale – Simulacri di Arte senza arte

La maggior parte degli articoli scritti sull’argomento “Intelligenza Artificiale e Arte”, compresi quelli di questa rivista, suonano ottimisti. Il loro pathos si riduce all’idea che l’intelligenza artificiale sostituisca il creatore umano solo nei livelli inferiori e tecnici del processo creativo, ma che l’uomo mantenga la funzione di operatore: è lui a impostare gli algoritmi secondo i quali l’IA opera, e quindi conserva lo status di soggetto del processo creativo.

N. 25/2025 (anno I)

Decomputing come atto di resistenza – Seconda parte

Nella prima parte di questo articolo ho esaminato come l'I.A. «sia di per sé un problema tecnico, un balbettante passo falso dell'ordine neoliberista che ne suggerisce l’intrinseco disordine», tracciando un percorso che ne tocca la dannosità, la dimensione violenta – sia dal punto di vista geopolitico che ambientale – l’effetto perverso della scalabilità, per arrivare al concetto di tecnofascismo.

N. 25/2025 (anno I)

«Tutto bene, madama la marchesa!» – Soluzionismo, accelerazionismo, tecno-ottimismo

Di fronte ai pericoli e ai rischi che lo sviluppo tecnologico presenta, sempre più spesso da parte dell’ideologia dominante si risponde o negandoli senz’altro (e riducendo le connesse a semplici reazioni tecnofobiche), oppure dichiarando che tali controindicazioni in effetti esistono ma vanno per così dire ridimensionate, perché in prospettiva passibili a loro volta di soluzione tecnica.

N. 24/2025 (anno I)

Decomputing come atto di resistenza – Prima parte

Questo intervento è intitolato "Decomputing as Resistance". In esso, sosterrò che l'IA contemporanea rivela alcune falle nell’apparente connessione senza “cuciture visibili” (seamless) di tutte le tecnologie digitali attuali del nostro sistema attuale, con evidenze che che non possono essere ignorate. Chiunque abbia utilizzato un LLM (Large Linguistic Model) per un certo periodo di tempo avrà familiarità con la loro vulnerabilità agli errori tecnici [glitch nel testo originale NdT]. Sto proponendo che l'IA sia di per sé un problema tecnico; un balbettante passo falso dell'ordine neoliberista che ne suggerisce l’intrinseco disordine.

N. 24/2025 (anno I)

Il rifiuto a sostenere l’orale agli esami di Maturità. Semi di rivolta?

In questo luglio stanco, in cui ogni mattina sentiamo discorsi di politici e intellettuali prevedibili dalla prima all’ultima parola, in cui si perpetua il rito avvilente delle finte sfide fra tribù politiche, un fatto nuovo c’è. 
È la ribellione di alcuni ragazzi/e che si stanno rifiutando di sostenere l’esame orale alla Maturità. Questo è oggettivamente un qualcosa che non si era mai visto, un fatto su cui riflettere. 
Sui media, la reazione alla notizia è stata abbastanza omogenea e improntata alla disapprovazione, altrettanto dicasi nei commenti delle persone (vedi social e commenti agli articoli).

N. 24/2025 (anno I)

La controversia sulla Commissione Vaccini in Italia e il suo contraltare in USA

Il 6 agosto scorso, il Ministro della Salute italiano - Orazio Schillaci – nomina i membri del Nitag. Di fatto un organismo che sostituisce la commissione vaccini del Governo. I membri del NITAG sono 22; 17 sono medici, 2 laureati in Scienze Infermieristiche e Ostetriche, 2 in biologia, 1 è una sociologa; 11 insegnano o hanno insegnato in università, 12 ricoprono cariche pubbliche – dalle dirigenze di unità medico sanitarie locali e nazionali a incarichi all’Istituto Superiore della Sanità.

N. 23/2025 (anno I)

1945-2025. Hiroshima e Nagasaki – Ottant’anni dopo le parole di Albert Camus

Quando il 6 agosto 1945 a Hiroshima gli Stati Uniti lanciarono il primo ordigno nucleare (e tre giorni dopo sarebbe stata la volta di Nagasaki), unico modo per porre fine – così si disse e si dice – alla guerra contro il Giappone, non furono in molti tra gli intellettuali a rendersi conto di cosa fosse accaduto. Fra i pochissimi, in Francia, mentre per esempio “Le Monde” salutava la grande «rivoluzione scientifica» in atto, uno scrittore e filosofo singolare, militante e individualista al contempo, Albert Camus. Certo, era oggettivamente difficile, nella scarsità delle notizie (non c’era Internet, ma anche oggi quante cose non vediamo!) e soprattutto nel sollievo per la fine della guerra e la sconfitta dei progetti imperialistici tedesco e giapponese, avere chiara l’enormità di quella “prima volta”.

N. 23/2025 (anno I)

La meccanica quantistica maltrattata da Federico Faggin

Federico Faggin fa sempre notizia, è un clickbaiting garantito, piace ai media.
Piace perché alla figura del fisico inventore (negli anni sessanta del ‘900 sviluppa la prima tecnologia per realizzare circuiti integrati in ossido di metallo, nel 1970 progetta la tecnologia per costruire i primi microprocessori Intel e nel 1974, fondata la propria azienda, la Zylog, progetta, realizza e commercializza lo Z80, il microprocessore programmabile in Assembler più semplice ed efficace per i sistemi di piccole dimensioni, come i primi home computer Commodore e i videogiochi e, nell’industria, le macchine di controllo della produzione) si affianca il visionario spiritualista, che parla di intelligenza – naturale o artificiale – di anima, di esperienze extracorporee, di quantistica, che fa sognare altre dimensioni.

N. 23/2025 (anno I)

La questione Molyneux – La visione è istinto o capacità appresa con l’esperienza?

Nel 1690 le vicende personali e il contributo teoretico hanno reso John Locke la figura più autorevole del pensiero liberale in Europa; ancora oggi in molti gli riconoscono la paternità di questo orientamento politico ed economico. I viaggi che lo hanno condotto a incontrare i più grandi intellettuali del tempo, intrapresi attraverso il continente sia per mettersi al riparo dalle persecuzioni politiche in patria, sia per dare seguito ai suoi incarichi di precettore, obbediscono ad una strategia non molto diversa da quella adottata dai moderni influencer – ma con esiti molto più interessanti sia per gli interlocutori, sia per i temi trattati.

N. 22/2025 (anno I)

Robotica sociale assistiva: l’espansione della cura nell’era tecnologica

Negli ultimi ͏anni, il rapido pr͏ogresso ͏della tecnologia ha aperto nuove possibilità nel settor͏e clin͏ico e di assistenza, soprattut͏to per gli anziani. Tra le innovazioni più interess͏anti c’è la robotica sociale assisti͏va (SAR), una parte della͏ robotica c͏he si occupa͏ di fornire aiuto͏ em͏otivo, fisico e mentale alle persone più fragili. Alcuni studi hanno evidenziato il fatto che “la pandemia da Covid-19 ha spinto ad usare solu͏zioni͏ automatizzate”[1] , mostrando sia gli effetti positivi dei robot sociali sia le difficoltà nell’inser͏irli nella vita normale de͏gli utent͏i.

N. 22/2025 (anno I)

Terrorismo: uso politico del termine?

È molto probabile che uno dei termini più menzionati nel gergo giornalistico quando si parla di politica internazionale sia “terrorismo”, una parola utilizzata per definire, identificare o categorizzare diversi individui, gruppi o addirittura organizzazione politiche o paesi.

L’Organizzazione delle Nazione Unite non ha una definizione ufficiale di “terrorismo” ma, di norma, il termine viene usato per riferirsi ad azioni violente e premeditate con lo scopo di suscitare terrore nella popolazione.

N. 22/2025 (anno I)

Negare l’evidenza. Un clima di disinformazione

Quando la realtà ci sfugge di mano, il nostro cervello si rifugia in un’antica strategia di sopravvivenza: trovare un colpevole. È più rassicurante immaginare un “volto tra le nuvole”, che accettare l’idea che il mondo sia, talvolta, caotico, privo di intenzione e difficile da controllare. È il cosiddetto modulo di rilevazione dell’agente: un dispositivo cognitivo descritto dalle scienze cognitive evoluzionistiche che ci spinge, per prudenza, a vedere intenzionalità dove non ce n’è. Meglio sospettare un predatore inesistente, che ignorarne uno reale.

N. 21/2025 (anno I)

La predizione dell’assassino – La metafora del romanzo giallo per definire la conoscenza

Ogni epoca ha riverito un certo modello di sapiente, e ha interpretato il suo stile di vita, il suo metodo di veridizione, persino i suoi gesti, come un’incarnazione della conoscenza. Gli sciamani nella lunga fase che precede la scrittura, il filosofo nel mondo classico, il monaco nel Medioevo, il fisico dell’età moderna, hanno interpretato questo ruolo.

N. 21/2025 (anno I)

Enrico Fermi e il premio Nobel controverso

Grazie a un intervento di Carlo Rovelli sul Corriere della Sera sul tema della Bomba Atomica, è tornata alla ribalta una controversia scientifica degli anni ’30 sulle motivazioni del premio Nobel a Enrico Fermi, che assume – rileggendola oggi - risvolti di genere e politici.

N. 21/2025 (anno I)

La “reazione all’oggetto” – Una distorsione in cui (almeno) i politici non dovrebbero cadere.

La “reazione all’oggetto” è un fenomeno (molto?) noto a chi si occupa di costruzione dei questionari. Consiste nel fornire un’opinione che non si basa sul contenuto di una affermazione ma sull’autrice dello stesso.

N. 20/2025 (anno I)

Tassonomia di guerra – Quasi

Quasi, nel parlare di tutti i giorni è termine molto meno definito che in matematica: può significare «Circa, pressappoco, poco meno che» (Treccani); può essere usato in maniera paradossale, ma anche in modo perlocutorio. È la componente chiave di un atto linguistico che mira ad avere un effetto sull’ascoltatore. Può anche essere usato al negativo.

N. 20/2025 (anno I)

Tassonomia di guerra – Diritto di Autodifesa

Molti termini e concetti di uso quotidiano – in particolare quando si parla di guerre e conflitti «hanno in comune lo stesso problema: prima di rispondere (aprir bocca) bisognerebbe definire con chiarezza che cosa si intende». Il diritto all’autodifesa è certamente uno di questi.

N. 20/2025 (anno I)

Il dogma della costruzione dal basso

Quando la palla arrivava al portiere, costui aveva due opzioni per far riiniziare il gioco: passare la palla ad un giocatore della propria squadra abbastanza vicino oppure tirare il pallone il più possibile lontano dalla propria porta e il più possibile vicino alla porta avversaria. Ma non si fa più. Anzi, non si può più fare.

N. 19/2025 (anno I)

La dura verità. Dalla sodomia della lettura alla veridizione nell’epoca della riproducibilità tecnica

La rintracciabilità universale di qualunque contenuto e la trasformazione dei media hanno modificato il panorama della verità, in cui si muove con smarrimento solo la classe che in precedenza ne deteneva il monopolio.

N. 19/2025 (anno I)

I disturbi neurologici funzionali: oltre il dualismo mente-corpo

I disturbi neurologici funzionali (FND) sfidano il dualismo mente-corpo poiché presentano sintomi reali senza lesioni strutturali, e agiscono a livello di «software» cerebrale.

N. 19/2025 (anno I)

Il cosmismo russo e le sue continuazioni

Il cosmismo è una corrente di pensiero nata in Russia nel XIX secolo, che ha influenzato sia l’implementazione del socialismo nella Russia dopo la Rivoluzione d’Ottobre, sia il transumanismo contemporaneo.

N. 18/2025 (anno I)

L’Effetto Proteo: Quando l’Avatar cambia chi siamo

“Effetto Proteo” richiama la figura mitologica greca capace di cambiare forma a piacimento. Quando adottiamo un avatar in un ambiente digitale, tendiamo inconsciamente a comportarci in modo coerente con il suo aspetto

N. 18/2025 (anno I)

“Ostipitalità” – Controversia di un concetto (anche) politico

L’ospitalità integra l’accoglienza con l’ostilità, la generosità con il controllo. Si accolgono alcuni, i “veri rifugiati”, mentre altri vengono respinti, criminalizzati o semplicemente ignorati.

N. 18/2025 (anno I)

Un’ombra sulla democratizzazione della tecnoscienza – Il fallimento della consultazione nazionale CNAPI

Il tentativo fallito di individuare collettivamente una località in cui realizzare il deposito nazionale delle scorie radioattive prova che è impossibile democratizzare le decisioni tecnoscientifiche di interesse sociale?

Cicli glaciali e attività antropica. La concentrazione dei gas serra in atmosfera – Seconda parte

Nel precedente post abbiamo mostrato che, anche se è stata dimostrata la correlazione tra l’aumento spontaneo della concentrazione di gas serra in atmosfera e il comportamento dei moti millenari del pianeta Terra, rimanevano comunque da comprendere alcune incongruenze.

Cicli glaciali e attività antropica – La concentrazione dei gas serra in atmosfera

Come abbiamo accennato in un precedente post,dallo studio sui cicli glaciali emerge una relazione diretta tra il variare della radiazione solare e la concentrazione naturale dell’anidride carbonica e del metano presenti in atmosfera.

La conoscenza pratica dei “non esperti”: le empeiria kai tribé e lo strumento della retorica

Con questo terzo post andremo a completare la ricostruzione del pensiero di Platone che riguarda la conoscenza finalizzata alla pratica.

La conoscenza tecnica – Meditazioni a partire dal pensiero di Platone

In molti conoscono l’esistenza di un dialogo chiamato “Apologia di Socrate”. Al suo interno, oltre al “Socrate che sa di non sapere”, viene reso noto il particolare valore che Platone attribuisce alla conoscenza posseduta dagli artigiani.

La memoria e la sua corruzione nell’era digitale – A confronto con il pensiero di Platone

Se ancora oggi Platone viene inquadrato come filosofo sradicato dalla concretezza del mondo, ciò è dovuto alla ormai superata (ma ancora presente) visione diffusa dalla formazione scolastica ordinaria.