Questo è il quarto[1] di una serie di articoli dedicati al tema delle comunità sociali digitali.

Qui ragioneremo sulle meccaniche della Richiesta e della Approvazione, con l’intento di avvicinarci sempre di più a comprendere che posizione ricopra la Soddisfazione dell’utente nelle comunità sociali digitali.

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Se ancora non l’avete fatto, vi invito a leggere i precedenti articoli, in quanto propedeutici alla comprensione di questo e di quelli che seguiranno.
Ricordate: è altrettanto importante la lettura delle note.

Buona lettura.

 


 

Instagram: Richiesta e Approvazione di poter seguire

Analizziamo un caso particolare:

la piattaforma Instagram prevede una propria specifica meccanica della richiesta di connessione. Questa forma della Richiesta è disponibile solo per il profilo utente che si sia impostato come “privato”.

Instagram permette a questo genere di profilo di limitare la visibilità dei propri contenuti pubblicati, e di renderli fruibili esclusivamente a quegli utenti che esso approva poter entrare tra i propri follower.

Questa meccanica della richiesta prevede che, chi voglia vedere i contenuti privati, invii al profilo privato una richiesta di poter entrare nella cerchia dei suoi follower.

Perché vada a buon fine questa richiesta, essa dovrà essere manualmente approvata dal ricevente (il profilo privato). Solo allora verrà fornita al richiedente la connessione per diventare follower e, con essa, i relativi privilegi di accesso all’informazione che ne derivano.

In questo caso specifico, l’instaurazione di una connessione unidirezionale di follow diventa essa stessa un oggetto di privilegio, in quanto attivabile attraverso una meccanica esplicita di approvazione. Per la sua configurazione strutturata in esplicite azioni di richiesta prima, e di approvazione-diniego poi, possiamo definire questa forma della Approvazione come di “approvazione forte[2].

Va inoltre specificato che, anche se nominalmente trattasi di una “Richiesta”, questa di Instagram non prevede vincolo di reciprocità, come avviene invece per la meccanica della richiesta di amicizia di Facebook[3].

Se inserita nel contesto di un contratto sociale digitale strutturato sulla meccanica del Follow[4], la Richiesta non pone vincoli di reciprocità.

In altre parole, il ricevente non è obbligato a corrispondere un proprio follow (pratica del “follow back[5]) al proprio richiedente, come avviene invece nella meccanica dell’amicizia di Facebook.

Però, in cambio di questo potere di limitare e approvare, la meccanica generale e specifica della Richiesta su Instagram, impone la quasi totale rinuncia alla visibilità pubblica[6] da parte di chi vuole “privarsi” all’altro.

L’utente di un profilo privato viene dunque obbligatoriamente coinvolto in due direzioni della limitazione, una in suo potere, rivolta verso l’esterno, che abbiamo appena visto, e una passiva e obbligata, rivolta verso sé stesso.

Qualora infatti il profilo privato pubblicasse contenuti, questi non verrebbero veicolati, “consigliati” dall’algoritmo. Negli effetti, i Post non comparirebbero nei risultati delle ricerche pubbliche o nella sezione “Esplora” per chi non è suo follower[7]. E ancora, i suoi contenuti, comprese le Story, non potranno essere ricondivisi dai propri follower, anche quando essi vi siano citati (= taggati).

L’approvazione forte, la limitazione e il desiderio

L’approvazione forte su Instagram è una forma ufficiale di potere esplicito, strutturalmente e bidirezionalmente vincolato alla limitazione: richiede una limitazione, una rinuncia, per ottenere il privilegio di limitare e negare la propria visibilità all’altro.

La piattaforma permette all’utente che ha privato (limitato) il proprio profilo, di ottenere il potere esplicito della Approvazione nella forma della concessione di connessione agli altri. Glielo permette al costo di un obbligo meccanico di rinuncia alla propria visibilità[8].

L’approvazione forte, può così anch’essa giocare un proprio peso specifico sul piano delle dinamiche del prestigio sociale digitale: essa non è solo una risposta positiva alla “richiesta di poter vedere”, ma è anche al contempo, per il richiedente, una forma di richiesta esplicita di concessione di privilegio di poter ambire a diventare follower di qualcuno.

La privazione è una condizione integrabile nella strategia del prestigio sociale, già da ben prima dell’avvento delle piattaforme sociali digitali.

La privazione è un dispositivo culturale che crea distanza, distanza che a propria volta può suscitare il desiderio di raggiungibilità di qualcosa da cui siamo esclusi.

La ricerca della soddisfazione di un desiderio è un motore sociale anche qui presente.

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Nel prossimo articolo inizieremo la discesa verso le dinamiche del prestigio sociale digitale.

 


 

NOTE:

[1] Qui i link al primo, al secondo e al terzo articolo.

[2] Per “forte” intendo che è obbligata e azionata esplicitamente perché abbia effetto. Per meglio comprenderci: chi decide di richiedere di poter essere follower, sa che chi riceve la sua richiesta dovrà manualmente approvarla. In questo senso l’approvazione è di tipo “forte”.

[3] Ne abbiamo parlato nel primo articolo, Supra, nota 1.

[4] La meccanica del Follow, quando è alle fondamenta di una comunità sociale digitale, svincola il contratto sociale digitale da ogni forma di reciprocità. Ne abbiamo parlato nel secondo articolo, Supra, nota 1.

[5] Della pratica del follow back, ne abbiamo parlato nel secondo articolo, Supra, nota 1.

[6] Le sole meccaniche di visibilità pubblica che rimangono attive per un profilo privato sono quelle 1) della comparsa del proprio profilo tra i “profili suggeriti” di chi è a pochi gradi di separazione da esso, e 2) della rintracciabilità attraverso il motore di ricerca interno alla piattaforma.

[7] Anche nel caso in cui l’utente utilizzasse gli hashtag, ossia parole o frasi precedute dal simbolo “#”. Queste funzionano come etichette tematiche, essenziali per categorizzare i post, le storie e i Reel, rendendoli facilmente rintracciabili dagli utenti interessati a un argomento specifico.

[8] Notino i lettori che questa meccanica della privatizzazione di un profilo trova le proprie fondamenta legali nel campo della tutela della privacy (si vedano i Riferimenti bibliografici).

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI:

Impostazioni sulla privacy e informazioni di Instagram: https://help.instagram.com/196883487377501/?helpref=hc_fnav&locale=it_IT

Autore

  • Dottore magistrale in Scienze Filosofiche, è un artista multidisciplinare, musicista e sound designer. La sua indagine sulla Tecnica e sulla Tecnologia prende i passi dalla Filosofia di Platone e dalle Filosofie Presocratiche, con l’utilizzo di prospettive socio e antropologiche. Tra Milano, Sardegna, Dolomiti, porta avanti la sua ricerca mettendola in pratica attraverso la realizzazione dei propri lavori artistici. https://fabiotalloru.com/

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