La Conferenza delle Parti (COP) è il più grande evento per le discussioni e i negoziati sui cambiamenti climatici. 

Nel 2025, il Brasile ha ospitato, a Belem, la 30ª Conferenza delle Parti (COP30) dal 10 al 21 novembre: un’occasione per discutere di soluzioni climatiche e promuovere il consenso sugli obiettivi globali per ridurre le emissioni di gas serra.

Fanno parte della Convenzione 198 parti, Italia inclusa.

Gli Stati Uniti hanno saltato la conferenza, fanno pressioni per affossare i nuovi accordi e per ostacolare le iniziative di riduzione delle emissioni e di tutela dell’ambiente.

Nessun altro Paese ha seguito l’esempio degli Stati Uniti. Mentre Trump descrive il cambiamento climatico come una “truffa”, la maggior parte dei leader mondiali riconosce ancora la scienza che dimostra il contrario, e sta orientando le proprie economie verso energie più pulite dopo i drastici cali dei prezzi dell’energia solare ed eolica.

Il presidente colombiano Gustavo Petro ha espresso questo sentimento durante il vertice dei leader che ha preceduto la COP30. “Il signor Donald Trump non verrà. Si sta comportando in un modo che nega la scienza e sta conducendo la sua società con gli occhi chiusi verso l’abisso, e con essa l’umanità (…) Il signor Trump si sbaglia”.

“Dieci anni fa, il Mondo si è riunito a Parigi, unito nella determinazione di affrontare la crisi climatica. Un consenso basato sulla scienza, inequivocabile”, ha dichiarato in Brasile il Primo Ministro britannico Keir Starmer. “Oggi, purtroppo, quel consenso non c’è più”.

I politici inquadrano la transizione energetica come una minaccia per l’occupazione e la ricchezza. 

La crisi è alimentata principalmente dalle emissioni di gas serra [1] derivanti dalle attività umane:

I gas serra lasciano passare la maggior parte della luce del Sole, che riscalda la Terra (a sinistra)  e riflettono la radiazione infrarossa emessa dalla Terra (a destra).

Da quando il cambiamento climatico è diventato una preoccupazione sia per i decisori politici, sia per i profani, il dibattito pubblico si è concentrato principalmente sulla mitigazione: limitare le emissioni di gas serra e passare alle energie rinnovabili.

La cooperazione globale sul clima è in corso da oltre tre decenni, da quando la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici è stata firmata nel 1992. La Conferenza di Stoccolma del 1972 diede avvio a una governance ambientale: affermò il diritto universale a un ambiente sano, ma anche il diritto sovrano degli Stati a sfruttare le proprie risorse. Il Protocollo di Montreal, firmato 15 anni dopo, portò alla quasi totale eliminazione delle sostanze che riducono lo strato di ozono. 

Un importante accordo è stato il Protocollo di Kyoto, adottato nel 1997 ed entrato in vigore nel 2005, che impose obblighi legali di riduzione delle emissioni. Nel 2015, i governi hanno adottato l’accordo di Parigi per limitare l’aumento medio della temperatura  globale a due gradi (e, idealmente, a 1,5 gradi).

Gli scienziati temono che, se le temperature dovessero aumentare oltre tale limite, il pianeta potrebbe raggiungere punti di non ritorno.

Nella prima metà del 2025, per la prima volta, nel mondo, l’energia elettrica ottenuta dal sole e dal vento ha superato quella ottenuta dalla combustione dek carbone.

Negli Stati Uniti sole e vento hanno generato l’88% della nuova energia elettrica.

Nel 2024 la produzione globale di energia eolica e solare ha raggiunto livelli record, livelli che sarebbero sembrati impensabili fino a poco tempo prima. Negli ultimi 15 anni, l’eolico e il solare sono cresciuti da quasi zero al 15% della produzione mondiale di elettricità, e i prezzi dei pannelli solari sono diminuiti fino al 90%. 

Questi dati non devono però illuderci. 

Nel 2024 la quantità di energia derivata da petrolio, gas e carbone è aumentata.

Il ricorso globale ai combustibili fossili è tuttora in crescita. La ricerca di nuove riserve di gas e di petrolio è tuttora in corso: non solo nuove perforazioni, ma anche l’uso della forza, come dimostra l’aggressione degli Stati Uniti (il secondo maggiore emettitore di carbonio al mondo) al Venezuela e la pretesa di Trump di accedere al suo petrolio.

Stato attuale

  • Riscaldamento Globale: Il 2026 segue una serie di anni record; la temperatura media globale si sta pericolosamente avvicinando alla soglia critica di +1,5°C rispetto ai livelli pre-industriali, limite stabilito dagli Accordi di Parigi.

Gli eventi meteorologici estremi sono sempre più comuni:  aumento in frequenza e intensità di ondate di calore, siccità prolungate, inondazioni catastrofiche, che colpiscono duramente agricoltura e infrastrutture.

Ricordiamo ad esempio che l’uragano Melissa è stato una delle tempeste più forti mai registrate nei Caraibi. 

Il cambiamento climatico è un problema costoso. Secondo la società di assicurazioni e gestione del rischio Aon, le perdite economiche causate da disastri naturali in tutto il mondo ammontavano a oltre 300 miliardi di dollari nel 2022 e a 380 miliardi di dollari nel 2023. La Banca Mondiale ha riferito nel 2019 che nei paesi a basso e medio reddito, le interruzioni dei servizi dovute alle condizioni meteorologiche e la scarsa manutenzione delle infrastrutture costano a famiglie e imprese tra i 390 e i 650 miliardi di dollari all’anno.

  • Innalzamento dei mari: Lo scioglimento dei ghiacciai polari continua ad accelerare, minacciando città e popolazioni costiere.
In rosso le aree che verrebbero sommerse.
  • Alcune azioni  possono mitigare  queste minacce: la sostituzione delle fonti fossili con energie rinnovabili (solare, eolico, idroelettrico) o con l’energia nucleare; la  riduzione degli sprechi negli edifici, nell’industria, nei trasporti; la riforestazione (per il sequestro del carbonio) e la protezione degli ecosistemi esistenti. 

La fusione nucleare, che potrebbe fornire energia pulita,  suscita grandi speranze, ma i risultati, nonostante gli sforzi, gli ingenti investimenti, e le grida di giubilo per ogni modesto progresso, sono scarsi.

Come ultimo segnale di pessimismo, ricordiamo che l’anidride carbonica che è stata già immessa nell’atmosfera vi rimarrà a lungo (il tempo medio di sopravvivenza è di circa cento anni); se da oggi cessassero completamente le emissioni, ci vorrebbero almeno una cinquantina d’anni per tornare a una concentrazione di 350 ppm, ritenuta la soglia sicura per evitare stravolgimenti estremi del clima.

Il cambiamento climatico creerà problemi intrattabili per alcuni paesi e aprirà nuove opportunità per altri.

L’emigrazione dal Nord Africa, dal Sahel e dal Medio Oriente, ad esempio, aumenterà, con l’aumento delle temperature e il calo della produttività agricola in quelle regioni.

I Paesi con vaste distese di territorio che presto saranno desiderabili trarranno beneficio; Canada e Russia, i due paesi più settentrionali del mondo, sono particolarmente ben posizionati. L’agricoltura in entrambi potrebbe espandersi notevolmente a seguito di stagioni di crescita più lunghe, temperature più calde e scioglimento del permafrost.

Altri territori settentrionali subiranno probabilmente cambiamenti simili a quelli di Canada e Russia: Finlandia, Norvegia, Svezia e lo stato americano dell’Alaska avranno tutti una crescente base di terra arabile nei prossimi decenni.

Non resterà altra scelta, ai nostri nipoti, che trasferirsi in Canada, in Alaska, in Siberia, o, Trump permettendolo, in Groenlandia?

 


NOTE:

[1] Principali Gas Serra e Fonti: Anidride carbonica (CO2). Principale gas serra antropico, derivante da combustibili fossili e deforestazione. Metano (CH4). Agricoltura, allevamento e rifiuti; ha un effetto molto rilevante. Protossido di azoto ()N2O.  Uso di fertilizzanti e processi industriali. Gas fluorurati: Condizionatori, spray e processi industriali; ha permanenza lunga in atmosfera. Vapore acqueo (H2O). Principale gas serra naturale.

Autore

  • Roberto Fieschi (classe 1928), professore emerito dell’Università di Parma, è un fisico italiano e insieme a figure come Angelo Baracca (1939-2023) è stato fin dagli anni Sessanta, e ancora oggi, un campione della lotta per la pace e contro la proliferazione delle armi nucleari. È autore di numerosi libri, tra i quali segnaliamo: Macchine da guerra. Gli scienziati e le armi, insieme a C. Paris De Renzi (Einaudi, 1995) e, recentissima, una Breve storia della bomba. La nascita delle armi nucleari 1938-1955, Fiorenzo Albani Editore, 2023.

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